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05 Maggio 2026ore 16,00-19,00 | presso Circolo Filologico Milanese - via Clerici 10, Milano

Dramma in tre atti
Recitano: Fabio Canessa, Marco Ermentini, Cesare Feiffer e Silvana Torto
Riduzione teatrale del testo di C. Feiffer: “II monumento storico e l’archistar”, Il Poligrafo casa editrice, Padova 2025
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ore 16,00 - Apertura e saluti istituzionali
Claudio Sangiorgi, Presidente Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano
Spettacolo teatrale
ore 17,00-19,00 - Tavola Rotonda Richiesti - 2 CFP
I limiti della compatibilità del progetto del nuovo nel contesto storico
coordina Claudio Sangiorgi
Cesare Feiffer, Direttore di recuperoeconservazione_magazine
Francesca Claudia Scotti, Presidente Ordine degli Architetti di Milano
Carlotta Penati, Presidente Ordine degli Ingegneri di Milano
Paolo Gasparoli, Politecnico di MilanoGiampaolo Nuvolati, Università degli Studi Milano Bicocca
Wolfgang von Klebelsberg, Associazione Dimore Storiche Italiane
Marco Ermentini, Architetto, Restauro Timido
Riccardo Dalla Negra, Università degli Studi di Ferrara
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EVENTO IN PRESENZA - INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
L’evento è in fase di accreditamento per architetti e ingegneri
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ISCRIZIONI
https://forms.gle/FZXgbUy3zf1AzfoP9
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Il libro è un dramma. Illustra, con cruda dolcezza, quanto e successo, succede e succederà a molti monumenti italiani. Cesare Feiffer ci racconta la storia di un edificio che non è un edificio qualunque ma è un narratore che ci accompagna attraverso le sue fasi costruttive, racconta con sapienza le lunghe vicende storiche, quelle di decadenza e splendore, quelle del degrado, la storia lontana e quella recente.
In un dialogo delicato, ironico ma profondamente colto, parlano le pietre, gli intonaci, i mattoni, le travature, i coppi e tutti i loro “colleghi” materiali. Raccontano con passione e amore la loro storia: come sono stati approvvigionati, posati in opera, manutenuti o dimenticati nel tempo. Ad ascoltarli, un soprintendente particolarmente sensibile capace di sentire le loro voci, che con loro interloquisce, chiede, ascolta, accarezza e riflette sui problemi della conservazione del patrimonio architettonico.
La fiaba si trasforma in dramma quando entrano in scena il sindaco della città e l’archistar, portatori di programmi innovativi, progetti distruttivi, interventi incompatibili che minacciano di zittire quel fertile dialogo tra passato e presente.
E’ la rappresentazione teatrale di una tendenza sempre più diffusa nel panorama contemporaneo, che ignora secoli di cultura del restauro e agisce senza conoscere il contesto con la presunzione di chi vuole lasciare il proprio segno creativo a discapito dell’autenticità.
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