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14 Maggio 2021

Edilizia e salute: le tecnologie per “cambiare aria” e tornare a scuola


Favorire il rientro degli studenti in aula? Per prima cosa occorre introdurre sistemi di purificazione dell’aria, perché il rischio di trasmissione di virus e batteri in luoghi chiusi è alto e la pandemia lo ha evidenziato. Inoltre un microclima confortevole migliora l'apprendimento. Più in generale il futuro della scuola passa da una nuova impostazione progettuale e dall’utilizzo consapevole delle tecnologie disponibili. Quali? Come sceglierle? Quali i principi fondanti la nuova edilizia scolastica? Sono le principali domande cui risponde il webinar gratuito “L’edilizia scolastica: progetti e tecnologie a tutela della salute e dell’apprendimento” condotto in diretta da Torino e Milano martedì 18 maggio ore 15-17. L’appuntamento, realizzato in collaborazione con Home, Health & Hi-Tech (HHH), eroga per architetti e ingegneri 2 crediti formativi. Iscrizioni qui.     

Il seminario metterà in luce come la scuola del futuro debba proteggere il benessere di chi la vive e farsi portavoce del significato di abitare in salute e comfort. «Se già prima della pandemia, l’edilizia scolastica non era adeguata agli standard richiesti, oggi le carenze sono spesso abissali – spiega il team di HHH –. Ma gli edifici scolastici sono fra gli immobili più studiati dall’architettura 4.0, con l’obiettivo di rendere l’esistente più efficiente e ripensare i nuovi in funzione del cambiamento della didattica, mettendo al centro esigenze degli utilizzatori». Lo conferma l’architetto Davide Ruzzon che aggiunge: «dall’incontro tra neuroscienze, pedagogia e architettura emerge un approccio orientato a ripensare gli spazi scolastici in modo da favorire il benessere psico-fisico di alunni e personale scolastico, partendo dall’idea che i processi di apprendimento possano essere supportati da una corretta organizzazione dello spazio».  

Tra le prime azioni c’è l’inserimento di sistemi per il controllo della qualità dell’aria, che al chiuso è fino a 5 volte più inquinata rispetto all’esterno. Aprire le finestre per cambiarla, lascia all’intuizione personale la gestione di un problema che richiede invece un approccio scientifico. In realtà, esiste già una norma nazionale del 18 dicembre 1975 che prescrive per le aule un congruo ricambio di aria, che negli anni Settanta poteva essere garantito aprendo le finestre. Oggi usare un impianto di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) è più conveniente e sicuro consente un ricambio uniforme, diluisce CO2, sostanze inquinanti, virus o batteri, filtra l’aria in ingresso dall’esterno, evita di disperdere energia. «Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach ci ha insegnato che “l’uomo è ciò che mangia”. Noi aggiungiamo che “l’uomo è ciò che respira”: la nostra salute è legata a alla qualità dell’aria che respiriamo – precisa Filippo Busato, presidente di Aicarr –.  

Le scuole sono i locali più densamente e continuamente occupati, per questo riteniamo fondamentale chiarire il ruolo dell’aria nella riduzione del rischio di contagio in epoca di pandemia e in generale nel migliorare la qualità della nostra vita indoor».   Il Webinar di HHH entrerà nei laboratori Ce.Ri.Col. per mostrare l’attività di R&S su nanotecnologie applicate a materiali e racconterà i casi di istituti che iniziano a muoversi, come la scuola elementare San Pio X di Volon in provincia di Verona cui l’azienda Helty, per avviare uno studio comparativo tra una classe con VMC e una senza, ha donato una VMC evoluta, con recupero di calore, in grado di gestire in modo automatico il ricambio d’aria, assicurando filtrazione e diluizione degli inquinanti, regolando umidità e CO2 in eccesso. L’Università di Milano ha realizzato un intervento più complesso: all’interno del preesistente impianto di ventilazione Sanixair ha innestato moduli di fotocatalisi, che sfruttano la ventilazione per mandare in circolo perossido di idrogeno.     

L’acquisto di apparecchi per la sanificazione dell’aria nelle aule è una soluzione auspicata anche da Lorenzo Fioramonti, già Ministro dell’Istruzione, cui fa eco l’annuncio del sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso relativa all’assegnazione di parte dei fondi destinati all’emergenza Covid nelle scuole, alla salubrità dell’aria indoor. La ricetta è da tempo sul mercato, con tecnologie efficaci per contrastare l’emergenza pandemica e migliorare la qualità di ciò che respiriamo al chiuso.  

Programma

Moderano Daniela Dirceo e Francesca Corsini

Ore 15:00   Apertura dei lavori e inquadramento del tema a cura di HHH   

Ore 15:10   Le scuole primarie quali rinnovati centri di comunità – Presentazione dello Studio a cura del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano | Arch. Prof. Claudio Sangiorgi (Collegio Ingegneri e Architetti Milano, Politecnico di Milano) 

Ore 15:25 Dataroom tecnico sulle tecnologie oggi disponibili: overview | Arch. Leopoldo Busa (Progettista e consulente energetico, titolare di Biosafe)  

Ore 15: 30  Riconfigurare gli spazi delle scuole per favorire il processo educativo | Ing. Samuele Borri (Coordinatore Struttura di ricerca Architetture Scolastiche di INDIRE, Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa)  Ore 15:45 Case study: Cericol (Vinci – FI), laboratorio di RS su nanotecnologie applicate a materiali  

Ore 15:50   Nuova aria per la scuola italiana? | Ing. Filippo Busato (Presidente Aicarr – Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione)

Ore 16:05 Case study - Scuola elementare San Pio X di Volon (Zevio – VR): prima VMC in classe, per uno studio comparativo  

Ore 16:10   Edilizia scolastica, un impegno per la città | Anna Scavuzzo (Vice Sindaca Comune di Milano) | Paolo Limonta (Assessore Edilizia scolastica Comune di Milano) 

Ore 16:30 Case study - Università di Milano: sistema VMC nell’impianto di ventilazione preesistente  

Ore 16:35   Le neuroscienze e lo spazio dell’apprendimento | Arch. Prof. Davide Ruzzon (Università IUAV Venezia, Direttore di Tuned Lombardini 22)   

Ore 16:50 Conclusioni.


Alcuni dati   L’inquinamento indoor è fino a 5 volte maggiore rispetto all’outdoor Da cosa deriva? Fattori Chimici (o Voc) sostanze invisibili e inodore, che fanno male all’organismo e sono emessi da arredi, involucri, rivestimenti. Ma sono anche il frutto delle nostre abitudini. Inquinanti fisici, cioè le polveri sottili, che arrivano dall’esterno. Muffe, causate da scarsa aereazione. CO2 prodotto dalle persone.

Quali soluzioni? Aprire le finestre non basta. Ci sono sistemi che possono ricambiare l’aria in modo automatico e uniforme. L’impianto VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) ricambia costantemente aria prelevandola da esterno e filtrandola e abbatte il 70% dell’inquinamento indoor Per inquinanti fisici occorre utilizzare un filtro a carboni attivi. Muffe, batteri e virus possono essere aggrediti da sistemi di purificazione. Fotocatalisi e Ionizzazione creano dentro l’aria radicali ossidrile, che vanno a sgretolare le membrane degli inquinanti organici. Abbattono al 90% virus e batteri in 30 minuti Per un ambiente salubre occorre avere:

·       VOC sotto 300 microgrammi su mq aria

·       Polveri sottili sotto 25 microgrammi su m3 aria PM2,5

·       Anidride carbonica sotto 1.100 PPM (parti per milione)

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